Profili formativi

Secondo le disposizioni della legge 53/2003, la Scuola ha rivisto i profili in uscita dalla Scuola Primaria sulla base del Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (allegato D al D. L.vo 59/2004).

Per profilo Educativo, Culturale e Professionale (PECUP) intendiamo la definizione di quello che l’alunno deve essere in grado di fare, di sapere e di saper essere al termine del periodo di insegnamento e apprendimento.

Ogni profilo è descritto, attraverso obiettivi riguardanti: conoscenze, abilità e competenze.

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  • Per conoscenze intendiamo i saperi stabili e capitalizzabili, cioè non solamente posseduti dall’alunno con continuità, ma anche impiegabili e sfruttabili secondo le situazioni concrete nelle quali egli verrà a trovarsi. Le conoscenze sono disciplinari.
  • Per abilità intendiamo i passi concreti, le prestazioni, il saper fare con riferimento a terzi, non semplicemente simulate in aula. Le abilità, in genere, sono pluridisciplinari.
  • Per competenze intendiamo il prodotto di una sintesi cognitiva, operativa ed esistenziale, in cui si integrano conoscenze teoriche, abilità pratiche ed atteggiamenti personali.
  • Per comportamentointendiamo la manifestazione di determinate forme di azione o reazione nelle varie situazioni che un alunno è in grado di assicurare. Si tratta quindi di un saper fare “eticamente” caratterizzato.

Gli obiettivi o prestazioni relative al comportamento sono delineati nell’ambito di un cammino di educazione integrale, indicato nel Progetto Educativo, e specificati negli impegni, che gli alunni all’interno della comunità educativa  devono assumere.

Ai bambini e ragazzi che frequentano la nostra Scuola la comunità educativa propone, infatti, un cammino di educazione integrale, che:

  • parte dalle loro esperienze, dal loro vissuto sociale e dalle loro domande esplicite di apprendimento, di conoscenza della realtà, di comprensione del mondo della cultura e delle sue radici e punta alla qualità dell’offerta, integrata in una concezione antropologica cristiana, in confronto con gli standard di altre istituzioni nazionali e, soprattutto, europee;
  • sviluppa la dimensione fisica, affettiva, religiosa, etica, estetica, sociale e politica in vista di una graduale partecipazione e corresponsabilità nella vita sociale e per una maturazione globale della loro persona;
  • promuove l’orientamento come modalità educativa ai fini dell’individuazione e della chiarificazione delle attitudini presenti in ciascuno così che, realizzando integralmente se stesso, sia capace di dialogare e di avere un atteggiamento aperto all’ascolto e alla cooperazione solidale in un contesto di ricerca di valori e di obiettivi comuni;
  • conduce i bambini e i ragazzi perché maturino solide convinzioni e si rendano gradualmente responsabili delle loro scelte nel delicato processo di crescita;

guida progressivamente alla scoperta di un progetto originale di vita cristiana e ad assumerlo con sempre maggiore consapevolezza.

Gli educatori si impegnano soprattutto sulle seguenti aree o aspetti della maturazione cristiana:

  • la crescita personale verso un’esperienza di vita pienamente umana;
  • l’incontro con Gesù Cristo, uomo perfetto, che porta a scoprire in Lui il senso dell’esistenza umana individuale e sociale;
  • l’inserimento progressivo nella comunità dei credenti, segno e strumento della salvezza dell’umanità, e nella comunità civile, luogo storico della propria realizzazione, vocazione e salvezza;
  • l’impegno, la professione e la vocazione nella linea della trasformazione del mondo.