Scuola secondaria di I grado

Come nasce un giornalino di classe
3 giugno 2010

Era una calda, afosa, mattina d’agosto del 2008.

Stavo leggendo un libro fantasy per bambini che, ripensandoci, non è così bello come mi sembrava allora. Inutile dire che i protagonisti erano ragazzini dai fantastici poteri magici, bravi, buoni e soprattutto molto intraprendenti. Non ricordo precisamente il capitolo, ma sono sicura che fosse il secondo libro della trilogia, e che avevo già superato la metà.

Sembrerà buffo, ma ero un po’ invidiosa del fatto che i protagonisti riuscissero ad avere una fabbrica costante di idee al posto di un semplice cervello; avrei voluto imitarli, ma non sapevo come.

Poi un lampo mi attraversò il cervellino: un giornale! All’ inizio pensavo proprio in grande, un quotidiano famoso in tutta Italia, ma ben presto l’ idea iniziale diventò più fattibile: un giornalino scolastico, mensile. Qualcosa che, pur essendo progettato a scuola, non centrasse nulla con essa.

Ma mi resi conto che non conoscevo ancora i miei futuri compagni di classe, e che non saremmo stati da subito particolarmente uniti come dei vecchi amici.

Quindi rinchiusi l’idea in un cassetto, che aprii solo l’anno successivo.

Agosto 2009.

Era circa ferragosto, in base a quanto testimoniano le lettere mandate alle mie amiche e le pagine di diario scritte in quel periodo.

Il mio compleanno era appena passato, e a Porto Santa Margherita, nei pressi di Caorle, le giornate cominciavano a diventare monotone. Le lettere indirizzate a Paola, Virginia ed Anna, giacevano sul comodino, con scritta solo la data.

Ci voleva un’idea; qualcosa che movimentasse la pigra atmosfera estiva, qualcosa di accattivante che destasse la curiosità delle mie compagne.

Per la verità, ci rimuginai parecchio; le giornate si susseguivano fra noiose mattine in spiaggia, noiosi pomeriggi con noiosi bagni in piscina, cioè nulla che potesse scatenare la fantasia.

Era tutto preciso all’anno precedente. Talmente identico che… un momento: qualcosa era cambiato!

Io e le mie amiche eravamo unite, un’entità indivisibile pronta a tutto.

Ci ascoltavamo a vicenda e ci aiutavamo sempre. Così, all’improvviso, un secondo lampo mi attraversò la mente: quella vecchia idea, quella che mi ero quasi dimenticata… ma sì, il giornalino!

Presi subito carta e penna, e scrissi all’inizio di ogni lettera:

Ho avuto un’idea supermegafantastica: un giornalino di classe!!!

Che ne pensi? Riguardo all’estate, io sono a… Eccetera, per il resto erano normalissime lettere.

E così, dal settembre della seconda media, i numeri di Scuola Aperta (o Scuola Chiusa se era vacanza), hanno cominciato ad uscire ogni mese. Non sono mancate le difficoltà, i litigi e le prese in giro dei compagni, ma di volta in volta, anzi, di numero in numero, siamo diventate più forti.

Quindi, come concludere se non con un gigantesco GRAZIE! Alle mie inseparabili collaboratrici?

Greta Baessato

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