Chiara Sperandio racconta il suo nuovo servizio alla guida della Scuola Primaria Don Bosco.

Chiara, la tua presenza nella Primaria Don Bosco parte da lontano. Che significato ha per te assumere oggi questo nuovo servizio?

Per me assumere oggi questo nuovo servizio nella Primaria Don Bosco ha un significato profondo, che unisce la mia storia personale e professionale.

Vivo questo incarico come il proseguimento di un cammino costruito giorno dopo giorno dentro una comunità che negli anni è diventata parte della mia vita. La Primaria Don Bosco per me non è semplicemente un luogo di lavoro: è uno spazio di relazioni autentiche, di crescita condivisa, di incontri che hanno lasciato un segno. Qui ho avuto il privilegio di accompagnare i bambini nelle loro scoperte quotidiane, di intrecciare relazioni sincere con le famiglie e di condividere con i colleghi responsabilità educative, fatiche ed entusiasmi. Tutto questo ha fatto crescere in me un forte senso di appartenenza e gratitudine.

Accolgo quindi questo nuovo ruolo con emozione e senso di responsabilità, consapevole del valore educativo della scuola e dello stile salesiano che la caratterizza: una presenza fatta di ascolto, vicinanza e attenzione concreta alle persone.

In questi anni, inoltre, l’esperienza condivisa accanto a sr Valentina Rech mi ha aiutata a maturare uno sguardo ancora più attento alla cura delle relazioni e all’accompagnamento educativo quotidiano.
Oggi entro in questo servizio con umiltà e riconoscenza, con il desiderio di continuare a costruire, insieme a tutta la comunità scolastica, un ambiente in cui ogni bambino possa sentirsi accolto, valorizzato e amato.

Quali aspetti senti importanti da custodire nel cammino della Primaria?

Credo sia fondamentale custodire uno stile educativo che metta davvero al centro ogni bambino, riconoscendolo nella sua unicità e accompagnandolo con attenzione nel proprio percorso di crescita umana e scolastica. Sento molto il valore di un’educazione personalizzata, capace di aiutare ciascuno a crescere con fiducia nelle proprie possibilità.

In questo il carisma salesiano continua a essere una guida preziosa: uno stile fatto di presenza, ascolto, semplicità e vicinanza concreta, dove l’educazione passa prima di tutto attraverso la relazione quotidiana. Anche l’esperienza vissuta accanto a sr Valentina mi ha lasciato un insegnamento importante: la capacità di stare accanto ai bambini con equilibrio, amorevolezza e attenzione autentica.

Quando si parla di Don Bosco, spesso emerge il tema del “clima di famiglia”. Cosa significa?

Quando si parla di “clima di famiglia” nello stile di Don Bosco, penso a una scuola in cui ogni bambino possa sentirsi accolto, ascoltato e riconosciuto. È un clima che coinvolge anche famiglie e insegnanti, attraverso relazioni semplici, autentiche e fondate sulla fiducia reciproca.

Nella nostra scuola questo stile si costruisce ogni giorno nella vicinanza, nel dialogo e nel sentirsi parte di una comunità che cresce insieme. Anche il cortile, in questo senso, è un luogo educativo importantissimo. Non è soltanto uno spazio ricreativo, ma uno spazio di relazione, di confronto con i pari, di crescita attraverso l’esperienza condivisa, il gioco, l’autonomia e l’incontro. È uno dei luoghi dove i bambini imparano davvero a stare insieme. Credo molto in questa dimensione educativa dell’esperienza quotidiana.

Che valore avrà il lavoro con le insegnanti e gli insegnanti della Primaria?

Per me il lavoro con le insegnanti e gli insegnanti della Primaria avrà un valore fondamentale. Credo che la qualità di una scuola nasca dal cammino condiviso delle persone che la vivono ogni giorno, dalla capacità di collaborare, confrontarsi e sostenersi reciprocamente nel compito educativo.

In questi anni ho avuto la fortuna di lavorare accanto a maestre e maestri che vivono il proprio ruolo con passione, cura e grande attenzione ai bambini. Per questo desidero continuare a valorizzare il lavoro di squadra e la corresponsabilità educativa, perché i bambini crescono meglio quando incontrano adulti uniti, capaci di dialogo, ascolto e collaborazione autentica.

Una vera comunità educante, in cui ciascuno possa sentirsi coinvolto, valorizzato e parte attiva del cammino della scuola. La comunità educante, nello stile salesiano, è davvero una delle ricchezze più grandi della nostra scuola.

La vostra è anche un’opera educativa che accompagna bambini e ragazzi lungo tutto il percorso di crescita. Quanto conta questa continuità?

La continuità educativa è uno degli aspetti più preziosi della nostra realtà scolastica ed educativa.
Accompagnare bambini e ragazzi lungo tutto il loro percorso di crescita, dall’infanzia fino al diploma, significa poter costruire nel tempo relazioni profonde, punti di riferimento stabili e uno stile educativo coerente, capace di far sentire ogni ragazzo parte di una comunità che cresce insieme a lui.

Nello spirito salesiano, questa continuità permette di accompagnare i bambini e i ragazzi non solo negli apprendimenti, ma anche nella crescita personale, relazionale e umana. Anche le attività pomeridiane, sportive, creative ed educative hanno un valore importante: sono occasioni preziose per scoprire i propri talenti, coltivare passioni, imparare a stare insieme e crescere in modo sereno ed equilibrato

Che rapporto desideri costruire con le famiglie?

Desidero costruire un rapporto fondato sul dialogo, sull’ascolto reciproco e sulla fiducia. Credo che oggi educare richieda una vera alleanza tra scuola e famiglia, perché solo camminando insieme è possibile accompagnare i bambini nella loro crescita con serenità e continuità.

Penso che l’ascolto, il confronto e la collaborazione siano elementi fondamentali per creare un ambiente educativo sereno e capace di sostenere davvero il percorso di ogni bambino.

Gli incontri con le famiglie saranno occasioni importanti per conoscerci, ascoltarci e continuare a costruire insieme una comunità educativa attenta, accogliente e responsabile, capace di accompagnare con fiducia il cammino dei bambini.

C’è un augurio che desideri condividere con la comunità della Primaria?

Mi auguro che la nostra scuola continui ad essere, per ogni bambino, per ogni famiglia e per ogni insegnante, un luogo in cui sentirsi accolti con semplicità, ascoltati con attenzione e accompagnati con fiducia. Desidero che la Primaria continui a custodire quel clima sereno e familiare che caratterizza l’esperienza salesiana: uno stile fatto di presenza quotidiana, relazioni autentiche, vicinanza e cura concreta delle persone.

Porto nel cuore il valore dei tanti passi condivisi in questi anni, delle relazioni costruite nel tempo, degli incontri e delle esperienze vissute insieme. È proprio da lì che nasce la mia convinzione più profonda: il bene educativo si costruisce insieme, giorno dopo giorno, attraverso piccoli gesti di attenzione, ascolto e collaborazione.

Il mio augurio è che possiamo continuare a sentirci davvero comunità educante: una comunità capace di camminare unita, di sostenersi reciprocamente e di mettere sempre al centro i bambini, accompagnandoli nella loro crescita con amorevolezza, fiducia e speranza.