La 16a edizione del Festival Dantesco, curato dall’Associazione Xenia ETS e promosso dai Ministeri della Cultura e dall’Istruzione, si è concluso domenica 29 marzo con la vittoria del cortometraggio Catone e Noi, proiettato assieme agli altri otto finalisti internazionali nella sala convegni degli studi Voxon di Cinecittà.

Pensato e realizzato dagli studenti dell’Istituto Don Bosco di Padova, il video ha messo in scena un ideale passaggio di testimone tra il Catone dantesco, il giovane Jan Palach e l’oggi, esplorando il tema tristemente attuale della lotta per la libertà. Il primo premio per il Concorso Cinema under 20, al quale si è aggiunto quello per la Miglior musica originale, è stato consegnato agli allievi Pietro Mansutti (4Ba), Paolo Borello (3C) e Alona Girotto (2C), che hanno rappresentato il lavoro di 17 studenti provenienti dai tre indirizzi dell’Istituto, impegnati per oltre due mesi in tutte le fasi della produzione cinematografica durante i quali hanno avuto l’opportunità di condividere il set con professionisti del mondo audiovisivo.

Realizzato nella cornice delle iniziative per il Dantedì, istituito nel 2020 per valorizzare l’eredità del sommo poeta, il laboratorio cinematografico del Don Bosco ha proposto un modo diverso, critico e contemporaneo di fare scuola.

Il Festival Dantesco e il Dantedì

Il Festival Dantesco è un’iniziativa culturale realizzata nell’ambito del Piano nazionale cinema e immagini per la scuola, che da sedici anni promuove la cultura dantesca e il linguaggio multimediale tra gli studenti italiani.

Recependo prontamente le indicazioni ministeriali del 2020, anno di istituzione del Dantedì, l’Istituto Don Bosco ha partecipato al Concorso Cinema under 20 già dalla fine della pandemia, qualificandosi sempre tra gli otto finalisti nazionali [qui i link ai video realizzati per le passate edizioni: Dalle fiamme all’acqua, Astronomia per pigri]. Quest’anno ha preso parte all’evento anche in qualità di scuola ospitante, accogliendo all’interno del Cinema Teatro una delle otto tappe del Festival. Nel corso della mattinata, gli otto cortometraggi finalisti sono stati proiettati a un pubblico di studenti di tutte le età in presenza di una giuria qualificata di esperti.

Dal Mattino di Padova: Premiato il Don Bosco per il Festival Dantesco

Un risultato della scuola, per la scuola

Il 1° Premio del Concorso Cinema under 20 e quello per la Miglior musica originale rappresentano il riconoscimento di un lavoro quadriennale che ha coinvolto non solo gli studenti delle superiori effettivamente partecipanti al laboratorio, ma la scuola tutta.

L’idea di quest’anno è infatti nata nel corso della normale attività didattica di una quarta superiore, i cui studenti si sono interrogati sul destino riservato da Dante a Catone Uticense, morto suicida per sfuggire alla tirannia di Cesare e collocato ugualmente alle soglie del Purgatorio. Lo spunto ha avviato una riflessione più ampia sul senso del sacrificio e sulle sfide dei nostri giorni, portando i ragazzi ad approfondire la figura di Jan Palach e spingendosi fino allo studio, troppo spesso negletto, dell’attualità geopolitica.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza delle solide basi scolastiche, che hanno creato le condizioni affinché un gruppo di studenti liceali potesse riconoscere l’attualità del dettato dantesco, reinterpretarlo secondo il proprio punto di vista sull’oggi. Il loro lavoro ha d’altronde già aperto la strada alla didattica dantesca dell’anno prossimo, avvicinando i loro compagni, specialmente i più piccoli, al mondo della Commedia.

Una didattica creativa

Al di là del risultato, l’esperienza dimostra non solo l’importanza di mettere in pratica le nozioni teoriche apprese tra i banchi, ma anche la bellezza di un simile approccio alla conoscenza. In questi mesi, un gruppo di giovani dai 14 ai 18 anni, di tre indirizzi di studio distinti, ha scelto di darsi appuntamento un pomeriggio a settimana per condividere conoscenze, competenze e punti di vista, impegnandosi a fondo in un progetto riconosciuto da subito come proprio e finendo inevitabilmente col contagiare i propri compagni di classe con aneddoti, racconti, stimoli.

Forse, il modo migliore per evitare che l’eredità dei classici e le indicazioni metodologiche sulla loro didattica restino lettera morta.